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INFORMAZIONI UTILI > LA PROVINCIA DI RAGUSA > MODICA

Modica è una citta tipicamente barocca e il suo nome è nelle liste mondiali dell'Unesco come patrimonio dell'umanità. Diversi sono i monumenti storici arrivati fino a noi delle epoche precedenti, quando Modica era il più potente feudo delle baronie siciliane.
Particolarmente imponente doveva essere il contenuto Ecclesiale, dovuto soprattutto al fervore religioso, spesso non disinteressato, dei vari conti di Modica, come i Mosca, i Chiaramonte, i Cabrera e gli Henriquez, che contribuirono non poco al sorgere di un numero enorme di chiese, conventi, monasteri e collegiate.
Un giro artistico della città, per conoscerla nei suoi multiformi aspetti, deve essere suddiviso in due, perchè tali sono i nuclei principali: Modica bassa e modica Alta.

MODICA BASSA
Per Modica bassa si può iniziare da Piazza Corrado Rizzone, dominata una volta da una moderna fontana e cinta da palazzi in buona parte moderni.
Prendendo per via Tirella, alla prima traversa sulla destra ci si dirige verso il vasto piazzale dove sorgono la chiesa di Santa Maria delle Grazie (attualmente in ristrutturazione) e l'attiguo ex convento barocco dei P.P. Mercedari, che oggi ospita la Biblioteca comunale e il Museo Etnografico.



Nei piani superiori del convento è stato allestito nel 1978 il Museo Ibleo delle Arti e delle Tradizioni popolari, uno dei più interessanti della regione, che custodisce un magnifico patrimonio di attrezzi agricoli, arnesi da lavoro, arredi e botteghe artigiane interamente ricomposte, che costituiscono una fedele ricostruzione di documenti della vita rurale dei nostri paesi.
Ritornati in Piazza Rizzone, si prosegue per Corso Umberto e sulla destra possiamo notare l'ex convento dei Carmelitani e la bella e antica Chiesa del Carmine, risalenti al XV secolo circa.
Interessante è la visita al Museo della medicina e alle famose stufe mercuriali del Campailla, che servivano un tempo per curare la Sifilide: queste stufe o "botti" sono state attive per oltre 2 secoli, fino al 1943, quando si assunse come cura principale la Penicillina.

Proseguendo per Corso Umberto, si giunge al crocevia, la Piazza Principe di Piemonte, il centro della città, che si apre alla confluenza di due torrenti, ora coperti, lo Janni mauro e il Pozzo dei Pruni, e dominata dall'alto dallo sperone, dove una volta sorgeva il castello dei conti a cavaliere fra i due torrenti.



Questi due torrenti davano a Modica una vaga somiglianza con Venezia, la città della laguna, per i suoi ponti che univano le due sponde, ma dopo il grande alluvione del 1902 i due alvei furono coperti, dando luogo al corso Umberto e alla via Marchesa Tedeschi.
Prendendo per quest'ultima si lascia sulla destra il Palazzo Municipale, che attigua la Chiesa di San Domenico con annesso convento: nel cortile, chiuso da colonne, si trova una lapide che segna il livello raggiunto dall'acqua durante l'alluvione del 1902.

Proseguendo per la stessa via si giunge alla Chiesa di Santa Maria di Betlemme: fu edificata intorno al 1400 al posto di quattro chiese pre-esistenti; la chiesa godette di particolari privilegi, da quando alla collegiata fu donato un "capello della Madonna"posto dentor un cristallo di rocca. Ha subito diverse ristrutturazioni, specie dopo i due disastrosi terremoti del XVII secolo, che lasciarono intatto solo il magnifico portale della navata destra, che oggi è monumento nazionale.



Nella via Santa Maria, che sale lungo il fianco sinistro della chiesa, si vede, murata sulla destra, una lunetta in pietra rappresentante la "natività", che doveva forse far parte, originariamente, del portale d'ingresso della chiesa di Santa Maria delle Cateratte, demolita per far posto all'attuale.

Proseguendo per corso Umberto, alla sommità di un'alta e scenografica scalinata, animata dalle statue degli apostoli, sorge la fastosa e grandiosa Chiesa di San Pietro, patrono della città Bassa. La Chiesa fu edificata intorno al 1350, parzialmente distrutta dal terremoto del 1613 , restaurata e nuovamente demolita dal terribile sisma del 1693. Venne ricostruita tardo-barocca, ma con motivi del neoclassicismo, agli inizi del XVIII secolo.




SAN GIORGIO E IL CASTELLO DEI CONTI

Ritornando indietro, a fianco della chiesa di San Pietro, sale la via Garibaldi; percorrendola per poco più di un centinaio di metri, inizia la scenografica scalinata che a più rampe e con 250 gradini, porta alla monumentale chiesa di San Giorgio.



Si tramanda che la prima costruzione, in onore di San Giorgio, sia stata realizzata subito dopo la sua morte, nel 300 d.c. Fino al 1400 non si hanno altre notizie sulla chiesa, ma dovette essere uno dei monumenti più fastosi del tempo, visto che si trovava accanto al castello dei conti di Modica. Il sisma del 1613 distrusse in gran parte la chiesa, ma con il benestare e il contributo del conte di Modica e vicerè di Sicilia, si diede ordine ad un certo frate Marcello di eseguire il nuovo progetto, la cui prima pietra fu posta nel 1643.
Nel 1693 purtroppo il terribile terremoto distrusse completamente la chiesa, tanto da rendersi necessario un nuovo progetto. I lavori iniziarono nel 1702 su progetto del Gagliardi e furono conclusi definitivamente nel 1834 dal modicano don Gaspare Cannata.
La scalinata di circa 250 gradini si inerpica fino alla chiesa con quattro rampe che formano un ovale, interrotto ad intervalli regolari da quattro spiazzi, ottimi per il riposo durante la faticosa salita e utili per poter ammirare panorami sempre più ampi della città bassa. Vista dall'alto, tale scalinata prende la forma di una immensa chiave.

Proseguendo per la via antistante la chiesa di San Giorgio in salita, dal primo tornante si può avere una visione d'insieme della città bassa e del grande ponte Gurrieri che la sovrasta; da questo punto si entrava nel Castello dei conti di Modica, del quale rimangono pochi resti, come le mura esterne e la torre, dove attualmente è stato impiantato un orologio.






Parte del
materiale presente in questa pagina
è tratto dal
libro





di MARCO E GIUSEPPE IACONO
Ed. Tomaselli 2005
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