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INFORMAZIONI UTILI > LA PROVINCIA DI RAGUSA > RAGUSA


RAGUSA MODERNA E RAGUSA IBLA

Il giro turistico può iniziare dalla Piazza San Giovanni, che deve considerarsi il cuore della natura nuova; su un lato della piazza sono facilmente individuabili le arcate, sulle quali poggia la terrazza pensile cinta da balaustra, che una volta erano aperte e formavano un ricco loggiato, ma che successivamente furono murate perchè vi fossero ricavati locali per bar e circoli ricreativi.
La magnifica Cattedrale fu eretta agli inizi del XVIII secolo ed è costituita da una ricca facciata con tre portali, quello di mezzo ornato da statue; le robuste colonne a capitelli di ispirazione corinzia su alti plinti scandiscono la facciata nella quale si aprono anche 5 finestre. Alla sinistra della chiesa si eleva un alto campanile decorato da una balaustra al primo piano e da una cuspide all'apice.




Ai lati della cattedrale si aprono verdi giardinetti, in uno dei quali, quello di destra, è il Monumento ai Caduti.

In Corso Italia, a lato della Cattedrale, si ha modo di ammirare la Chiesa del collegio di Maria Addolorata (1801), animata da coppie di colonne corinzie e da finestre centinate. A fianco della chiesa si erge un bel palazzetto barocco con ricco portale a colonne di ispirazione corinzia festonate.
Salendo per il corso Italia si incrocia Via Roma, altra importante e animata strada cittadina luogo di passeggio e ricca di negozi, alla cui estremità Nord, da una scenografica "rotonda", si ha una bellissima visione della selvaggia cava di San Leonardo e del quartiere di Ibla, su cui domina la cupola di San Giorgio. Andando verso l'altra estremità si arriva al Ponte Nuovo, lungo 160 metri, alto 50 metri, che scavalca la cava di Santa Domenica, coltivata a orti rigogliosi.
All'inizio del ponte, in uno dei piani inferiori dello stesso palazzo che occupa il restaurato e accogliente Albergo Mediterraneo, ha sede il Museo Archeologico Ibleo, che raccoglie materiale proveniente da alcuni scavi della provincia.
Alla fine di via Roma vi è la Piazza Libertà, considerata come uno dei migliori esempi dello stile caratteristico dell'epoca Mussoliniana: sotto la torre che lega due edifici gemelli, si apre un passaggio che per la via F. Pennavaria sbocca in Piazza dei Cappuccini, nel cui centro si eleva la statua di San Francesco e in un lato della quale vi è la Chiesa dei Cappuccini.
Ad un centinaio di metri di fronte alla chiesa vi è il Ponte Vecchio, fatto costruire proprio dai frati, in particolare da padre Occhipinti Scopetta: il ponte fu inaugurato nel 1835 e fu concepito a due ordini, l'inferiore a 4 arcate, il superiore a 10.



Ritornando in corso Italia e scendendo, a destra vi è il Palazzo delle Poste (1930), la cui facciata è scandita da 9 colonne culminanti con statue; al centro della Piazza omonima vi è la fontana adorna di delfini bronzei, opera di C. Cappello. Davanti al Palazzo delle Poste vi è il Palazzo del Comune (1880), ampliato nel 1929 per ospitare la prefettura.
Continuando a scendere per il c.so Italia verso Ibla, si può ammirare il Palazzo Bertini, costruito dalla famiglia Floridia verso la fine del '700, la cui caratteristica sono 3 mascheroni impostati nella chiave di volta delle finestre.

Scendendo verso Ibla è possibile ammirare la stupenda Chiesa di Santa Maria delle Scale, iniziata in periodo normanno, riedificata sotto i Chiaramonte e ricostruita dopo il terremoto del 1693: straordinario il panorama di Ibla che si abbraccia dal terrazzo antistante la chiesa e dal quale si dipartono anche le scale che, in diverse rampe di circa 250 gradini ciascuna, scendono fino al cuore di Ragusa Ibla.
Scendendo per le scale, chi avrà fiato e tempo potrà godere di sensazioni inaspettate, poichè, ora ripide, ora piane, si cammina davanti a portoncini semplici e portali ben lavorati, a cancellate e finestre adorne di fiori, attraverso rioni dove la vita scorre tranquilla, quasi in un'altra dimensione.

Arrivati ad Ibla salta subito all'occhio il palazzo Nicastro o della Cancelleria: ultimato nel 1760 è stato fino al secolo scorso sede della vecchia cancelleria di Ibla ed è un magnifico esempio di barocco di raffinata fattura. A pochi passi si può ammirare la semplice ma notevole facciata della chiesa di Santa Maria Dell'Idria, o di San Giuliano: fu costruita per ordine dei cavalieri di Malta nel 1639, la cui croce dell'ordine si nota ancora sulla porta.
Si arriva quindi in Piazza della Repubblica; proprio alla fine delle scale, formando un grazioso angolo con Via Mazzini, si staglia Palazzo Cosentini, tipica costruzione del barocco siciliano del '700, uno dei palazzi più caratteristici della città, dalle cui fronti emergono eleganti balconi sorretti da mensoloni ornati da una serie di personaggi e da un repertorio di animali, mostri, belve, facce orribili e fantastiche  caratteristiche del barocco.




L'altro lato della piazza è occupato dalla scenografica facciata della Chiesa del Purgatorio, costruita su una scalinata. La facciata è suddivisa in 3 parti da colonne di ispirazione corinzia poste su alti plinti, che scandiscono il ricco portale barocco. L'altare che si trova all'interno è dipinto "sul recto", ad imitazione del marmo; l'interno è a 3 navate arricchito, all'altare maggiore, da una tela di Francesco Manno rappresentante "Le anime Purganti", che invocano perdono, e al secondo altare da una "Madonna del Rosario".



Proseguendo per Via Mercato si apre a Sinistra una magnifica visione della cava San Leonardo, giungendo infine al Largo Camerina, in una zona ricca di bei palazzetti. Per via Cabrera si giunge in Piazza Duomo, di forma irregolare e in leggera pendenza, dominata, nella parte alta dalla splendida Chiesa di San Giorgio e laterale dal Palazzo Arezzi, che consta di un magnifico arco sotto il quale passa la strada.



Il Duomo di San Giorgio, chiesa madre della città, fu parzialmente distrutto dopo il terremoto del 1693, ma i Ragusani, molto affezionati alla loro chiesa, continuarono ad officiare ancora nell'unica navata rimasta in piedi.  Circa 46 anni dopo, nel 1739, fu posta la prima pietra per la costruzione del nuovo Duomo, cui si dedicò uno degli architetti più in auge del periodo, Rosario Gagliardi. La facciata fu completata nel 1775, la parte absidale e il cappellone nel 1781, infine la cupola, in stile neoclassico, fu completata nel 1820 da Carmelo Cutraro, capomastro Ragusano, su progetto di Stefano Ittar, architetto Palermitano.
Alla fine venne realizzata, in totale armonia barocca, una splendida opera architettonica tra le più ammirate e preziose della sicilia del '700.

In piazza Duomo si trova anche una fontana, di fronte alla quale si trova il neoclassico Circolo di Conversazione, dotato di un ampio salone alla cui volta è attaccata una tela affrescata dal ragusano Tino del Campo, raffigurante ai vertici i ritratti di Bellini, Dante, Galileo e Michelangelo, che rappresentano le 4 arti maggiori.
Subito dopo si trova il Palazzo Donnafugata, sulla cui facciata spicca una bella finestra sporgente che custodisce all'interno una ricca pinacoteca, che consta anche tele di Hans Memling, Ribera, una "madonna con Bambino" attribuita ad Antonello da Messina nonchè una collezione di preziosi vasi cinesi.
Si sbocca infine in Piazza Pola, che offre un notevole angolo barocco di cui sono simboli il palazzo che fino al 1926 fu sede del municipio di Ibla e la Chiesa di San Giuseppe.

Scendendo per via XXV Aprile, si arriva al Giardino Ibleo, ben curato, ampio e panoramico: dalla sua balconata si godono magnifiche vedute sia dei monti antistanti che della valle dell'Irminio; nell'interno sorgono 3 chiese: quella dei Cappuccini con convento, quella di San Giacomo e quella di San Domenico o del Rosario.
La Chiesa dei Cappuccini si trova al confine della villa: il suo capolavoro, ormai assunto a simbolo di Ragusa, è il portale laterale dell'ex chiesa di San Giorgio, di stile gotico-catalano, con nella lunetta "San Giorgio che uccide il Drago" e  nei due rombi laterali, le aquile aragonesi.

Parte del
materiale presente in questa pagina
è tratto dal
libro





di MARCO E GIUSEPPE IACONO
Ed. Tomaselli 2005
Per informazioni:
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