La Sindrome dell'intestino irritabile - Farmacia & Salute

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SINDROME DELL'INTESTINO IRRITABILE




Il termine "colon irritabile" venne usato per la prima volta nel 1929 per descrivere disturbi intestinali che coinvolgevano la componente muscolo-nervosa ed erano presenti in circa 1/3 dei pazienti ambulatoriali che si rivolgevano ad un gastroenterologo. La patologia descritta allora, caratterizzata da dolori addominali e disturbi della defecazione, era assai simile alla attuale definizione di "Sindrome dell'intestino irritabile" (IBS).


I criteri per definire l'IBS sono i seguenti:

  • DOLORI ADDOMINALI CHE SI PROTAGGONO DA ALMENO 3 MESI CON SINTOMI RICORRENTI E CONTINUI CHE

       1) Trovano sollievo con la defecazione
       2) Sono associati a modificazione della consistenza delle feci
       3) Sono associati a modificazione della frequenza della defecazione.

  • ACCOMPAGNATI DA ALMENO 2 DEI SEGUENTI SEGNI:

       1) Alterazione della frequenza della defecazione (> 3 volte al di o < 3 volte alla settimana);
       2) Alterazione della consistenza delle feci:
       3) Alterazione del passaggio delle feci (senso di urgenza, evacuazione incompleta...)
       4) Presenza di muco
       5) Gonfiore e senso di distensione addominale.

Questa definizione individua due grupppi di pazienti affetti da IBS, quelli con Sintomi Diarroici predominanti e quelli in cui predominante è la Stipsi.

Riguardo la patogenesi dell'IBS, ci sono diverse teorie a volte contrastanti tra loro, a volte riconosciute a volte contraddette. Le alterazioni della motilità intestinale dei pazienti con IBS si associano ad una ipersensibilità generalizzata della muscolatura liscia: ad esempio nel 50% dei pazienti con IBS si osservano anche disfunzioni vescicali con alterazione della minzione, cosi come nei test di laboratorio è evidenziata una correlazione con l'iper-reattività bronchiale.
Il dato più consistente sembra il fatto che la percezione sensoriale a livello intestinale sembra alterata: infatti molti pazienti lamentano dolore intenso durante le manovre endoscopiche, dovuto probabilmente ad iperalgesia viscerale per un abbassamento della soglia del dolore dovuto a sua volta ad un difetto della trasmissione sensoriale.

Vi è stata anche l'associazione tra IBS e possibili Alterazioni psichiche: ciò è totalmente non corretto, anche se è indubbio che i pazienti affetti da IBS sono molto ansiosi e con personalità neurotica: eventi stressanti portano ad un peggioramento della sintomatologia, mentre l'utilizzo di antidepressivi e neurolettici ha dato un miglioramento della condizione.
Ciò ha portato a pensare che il disturbo non consista soltanto in una alterazione della trasmissione nervosa a livello periferico, al contrario di un'alterazione a livello centrale: ciò è avvalorato dal fatto che è stato rilevato un aumento del sonno REM nei pazienti affetti da IBS.

Altri eventi causali, non sempre condivisi dagli studiosi comprendono:
1) Infiammazione. Si pensa che vi sia un'aumentata quantità delle cellule dell'infiammazione, soprattutto Mastociti, nell'ileo terminale, mentre il numero deineutrofili è aumentato a ridosso della mucosa intestinale. Lo stress e l'ansia d'altra parte aumentano il rilascio di Adrenalina, che stimola il rilascio di citochine infiammatorie quali l'Interleuchina 1 (IL-1) e l'Interleuchina 6 (IL-6), che potrebbero avere il ruolo di esagerare le risposte infiammatorie  a stimoli normali quali quelli indotti da cibi o modeste infezioni.  Tuttavia l'esame istologico dell'intestino nei pazienti con IBS non mostra mai segni particolari di infiammazione e non si osserva correlazione tra numero di cellule dell'infiammazione e sintomatologia; le terapie con antiinfiammatori non arrecano sollievo.

2) Infezioni.
3) Sensibilità per alcuni alimenti. Alcuni pazienti mostrano un miglioramento quando vengono allontanati determinati alimenti dalla loro dieta, tuttavia ciò si manifesta in genere solo in una minoranza di soggetti e in alcuni di essi la reintroduzione nascosta dei cibi sospettati non provoca esacerbazione dei sintomi.
4) Uso di antibiotici.
5) Scarso apporto di fibre.


L'APPROCCIO TERAPEUTICO.

La mancata conoscenza dell'esatta patogenesi fa si che al momento l'approccio terapeutico sia mirato a ridurre la gravità e la frequenza dei sintomi e a migliorare la qualità di vita dei pazienti; ciò che al momento manca è anche un marker biochimico o strumentale, sul quale verificare l'efficacia della terapia, cosi in genere il vantaggio dell'approccio seguito viene verificato in base al miglioramento della qualità di vita.

Al momento c'è un sostanziale accordo dei ricercatori nel ritenere che l'uso dei farmaci nell'IBS non sia cosi efficace, ma lo sia ancora di più la modifica dello stile di vita e delle abitudini alimentari.
In tal senso giocano un ruolo importantissimo le FIBRE, le quali aumentano la massa dei contenuto intestinale rendendola meno consistente, ciò accelera il transito intestinale e allevia la pressione sulle pareti dell'intestino riducendo il dolore.




Le Fibre vanno suddivise in Insolubili, quelle più note e impiegate da più tempo, e quelle Solubili, rappresentate da frutta e alcuni tipi di verdure.

Le Fibre insolubili, delle quali il principale rappresentante è la crusca, non vengono praticamente metabolizzate nel transito  intestinale e aumentano meccanicamente la massa delle feci soltanto per la loro capacità di richiamare acqua, cosi viene diminuito il tempo di transito e migliorata la defecazione. Altre caratteristiche sono l'assenza di viscosità, lo scarso grado di fermentazione e d'interferenza con l'assorbimento di micronutrienti quali il ferro e derivati...

Le Fibre solubili si sciolgono nell'acqua e vengono metabolizzate nell'intestino crasso producendo acidi grassi a corta catena e stimolando la crescita selettiva dei batteri della flora intestinale che, a loro volta, incrementano la capacità di trattenere acqua nel contenuto del colon e nella massa fecale.

La Fibra che ha fornito i risultati più validi è la Gomma Guar parzialmente idratata (PHGG), che è ottenuta dalla gomma Guar, una fibra solubile polisaccaridica molto viscosa ottenuta dai semi della painta Cyamopsis Tetragonolobus. Spezzando le lunghe molecole della gomma Guar mediante idrolisi è stato ottenuto il PHGG, caratterizzato da molecole molto più corte e dal fatto che pur legando l'acqua non dà tuttavia luogo al fenomeno della gelificazione.
Anche il PHGG possiede attività prebiotica, ma essendo la sua molecola costituita in modo sostanziale anche da polisaccaridi non metabolizzati dalla flora intestinale, il suo grado di fermentazione è ridotto rispetto ad altre fibre. Ciò si riverbera in un ridotto rischio di induzione di gonfiore addominale, particolarmente importante per chi soffre di Intestino irritabile.

Il risultato più importante con PHGG è stato tuttavia non solo il miglioramento della defecazione, ma soprattutto la riduzione del dolore e il miglioramento della qualità di vita dei pazienti; i risultati favorevoli sembrano anche protrarsi nel tempo anche dopo la sospensione dell'assunzione di PHGG.








 
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